Cosa bolle in pentola in casa Facebook? Cosa c’è di nuovo che potrebbe arrivare a breve?

Di recente Mark Zuckerberg ha mostrato la nuova sede di Facebook attraverso Live, e come si vede e come lui stesso spiega, è un luogo in continuo work in progress.

Esattamente in linea con la filosofia aziendale: mai fermarsi, continuare a progredire, cambiare, migliorare.

E infatti Facebook sta di nuovo per cambiare: è molto probabile che assisteremo a breve alla comparsa del tasto “Dislike” – Non mi piace.

Ma come mai questo nuovo cambiamento? A chi sarà più utile: agli utenti o a Facebook stessa?

A entrambe, direi. Vediamo perché.

Il News Feed

Il fulcro di Facebook è il News Feed, la sezione notizie che tutti abbiamo sotto gli occhi ogni volta che accediamo al social network: nuovi articoli, foto di bimbi, di persone sorridenti, aggiornamenti di stato.

Tutto ciò che Facebook ci mostra è frutto di un algoritmo molto complesso attraverso cui l’applicazione ci fa vedere determinati contenuti e ne esclude altri perché sarebbe impossibile mostrarli tutti.

Ogni volta che accediamo al social network l’algoritmo ordina le informazioni sulla base di quello che ritiene possa essere più interessante per noi: notizie degli amici, aggiornamento di pagine aziendali che seguiamo, inserzionisti.

Ma l’applicazione non può leggere nella nostra mente (per ora? J) e quindi tenta di indovinare cosa ci interessa di più.

L’algoritmo prende queste informazioni in base a quanto ci soffermiamo su un video, quanto interagiamo con un altro utente, ma con il pulsante Like – Mi piace, è tutta un’altra cosa.

La chiarezza del pulsante Like

Il pulsante Like fornisce un dato binario inequivocabile.

Post che hanno attratto più Like da diversi utenti, vengono mostrati in alto nella sezione notizie di altri utenti perché si presume che attireranno ulteriore coinvolgimento e ulteriori Mi piace.

In un certo modo questo meccanismo funziona, ma non permette a Facebook di raggiungere appieno il suo obiettivo di “connettere il mondo”.

Infatti, il miliardo e mezzo di utenti che usa Facebook prova una grande varietà di emozioni dietro a quel Like.

Il social network si sta sempre più posizionando come un luogo di notizie e conversazioni stimolanti tanto che il tasto Like sta diventando restrittivo: un utente non vuole usare il Mi piace su una notizia che riguarda le lotte dei profughi siriani o mettere il pollice in su alla notizia della perdita di un familiare di un amico.

Quindi il Non mi piace (o come diavolo verrà chiamato!) potrà facilitare l’utente a mostrare il proprio interesse per un post senza dover usare il Like, a volte fuori luogo.

Anche se Zuckerberg non ha ancora spiegato come funzionerà il tasto Non mi piace, non credo che verrà proposto come l’opportunità per dire che non sopporti vedere la foto del figlio di tuo cugino!

Ci sono diversi strumenti che Facebook già offre per nascondere post e pubblicità che non interessano.

Il tasto Non mi piace dovrà essere la strada per interagire con argomenti delicati, situazione oggi più complicata a causa dell’attuale impostazione di Facebook.

“Se stai esprimendo qualcosa di triste…non ti senti a tuo agio a mettere un Like al post, ma i tuoi amici vorrebbero poter essere in grado di esprimere la loro comprensione” (Mark Zuckerberg).

 

Quindi cosa potrà diventare il tasto “Dislike”?

Nel lungo termine, il Non mi piace è il modo in cui Facebook può andare oltre il fatto di essere visto come uno strumento di distrazione, dove le persone possono ancora meglio conoscere ciò che accade nel loro mondo.

E questo per Facebook vuol dire ulteriore tempo in più passato sul social network, quindi più inserzioni, quindi più dollari per Zuckerberg e i suoi azionisti.

“Se le persone trovano cose sempre più interessanti e utili e possono imparare da queste, allora ameranno di più stare con noi nel lungo termine” dice il Product Manager Adam Mosseri.

E come dargli torto.

Oggi non è più utile mostrare i propri prodotti o i propri servizi per raggiungere le persone.

Oggi serve ESSERE UTILI alle persone dal primo momento in cui vengono in contatto con te e fino all’ultimo. Indipendentemente dalle interazioni commerciali e non che potrebbero esserci.

 

In fondo.

Siamo esseri umani che si relazionano con altri essere umani e ciò che conta oggi è lasciare valore.

Per un amico sarà un arricchimento e un rafforzamento del rapporto, per un cliente è la base su cui creare la fiducia che lo terrà legato a te per sempre.

Se vuoi sapere come iniziare a dare più valore al tuo pubblico e ai tuoi clienti puoi richiedere una consulenza gratuita compilando il form che trovi qui!

Per concludere: tu cosa ne pensi dell’introduzione del tasto Dislike in Facebook?

Lascia un commento se vuoi, sarà interessante conosce la tua opinione.

 

 

 

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